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19/10/2022
Storia a puntate

Corsa alla specializzazione e disarmonia tra azienda e agente nelle automazioni SFA

Viaggio nel mondo dell’Information Technology. Episodio conclusivo

Autore

Riccardo Giusti
CEO

L’evoluzione del concetto di computer personale non ha mai smesso di evolversi, attraversando anche fasi concettualmente diverse che ne hanno declinato, in modo sempre più specializzato, la definizione di “personale”.

La Apple è stata sicuramente la prima a distinguersi, dando una connotazione diversa, sia a livello hardware che software, ai propri personal computer.

AppleII Plus, tra stile operativo e supremazia grafica

Dal primo modello di successo, AppleII Plus, era chiaro che sarebbe stata percorsa una strada diversa da tutti gli altri, puntando su un livello molto alto di qualità grafica associata a una diversa ricerca di stile operativo.

Un impegno che ha creato un mondo tutto Apple, specializzato, con un’aura di prodotto qualitativamente alto, destinato ad essere un punto di riferimento del mercato.

Apple, in particolare con l’uscita sul mercato dei Mac, ha rafforzato la sua nicchia di specializzazione, non solo tracciando una distanza a livello di qualità hardware, ma saggiamente, ha provveduto a creare un proprio ambiente di sistema software.

Questa scelta ha isolato Apple, con particolare riferimento alla impossibilità di utilizzo degli applicativi destinati alla produttività dell’ufficio, sviluppati dalla Microsoft.

La posizione di “duri e puri” ha ben ripagato la Apple, in particolare sotto il profilo della affidabilità del suo intero sistema (chiuso), garantendosi un’aura di inattaccabilità dai virus informatici e l’egemonia commerciale nell’ambito della computer graphics.

Sistema MS–DOS. Una cosa alla volta, ma fatta bene

Gli altri produttori, IBM in testa, hanno seguito Microsoft, iniziando ad equipaggiare gli appena nati PC con il primo, e mai dimenticato, sistema MS-DOS.

Un ambiente robusto e funzionale, scevro di qualsiasi funzionalità grafica, a differenza di Apple. A proposito: il primo programma che ho utilizzato, sull’AppleII appena arrivato in ufficio, era un gioco…Olimpiadi si chiamava e sul piccolo schermo a fosfori verdi si poteva pilotare, in alcune specialità dell’atletica, un esile omino verde che – nonostante tutto – era ben fatto e si muoveva con una certa grazia.

Ma torniamo a Microsoft e il suo MS-DOS. Alcuni lo ricordano con un po’ di nostalgia. Si diceva: “…fa una cosa sola per volta, ma la fa bene…”, ed era proprio così. Mancando qualsiasi caratteristica grafica, le uniche possibilità erano quelle di comporre, con caratteri alfanumerici, oggetti (non le chiamerei immagini) molto primitivi e talvolta difficili da interpretare. Ms-DOS significava Business Basic come linguaggio di sviluppo; un tool semplice e facile da imparare ha consentito lo sviluppo del primo fronte di applicativi per la gestione aziendale.

Microsoft e Apple. Due mondi diversi a confronto

Microsoft e Apple, due mondi diversi, due specializzazioni operative che, per molto tempo, non si sono parlate, restando incompatibili. La fortuna di Microsoft, come detto, è iniziata quando IBM ha deciso di equipaggiare i propri personal computer, con il sistema operativo MS-DOS, seguito a ruota da tutti gli altri produttori. Con l’arrivo di importanti risorse conseguenti alla vendita di un grande numero di licenze, una per PC venduto, Microsoft ha potuto investire sui propri prodotti e stare al passo con Apple, che già disponeva di una interfaccia utente grafica e non più a caratteri, uscendo sul mercato con Windows. Inizialmente Microsoft e Windows non hanno avuto vita facile, citati da Apple per la presunta violazione di alcuni brevetti, e comunque dalla sfacciata somiglianza visiva e operativa di quanto già sviluppato da Apple.

Word processor e l’inizio delle specializzazioni software

Uscendo dalla competizione planetaria che abbiamo descritto, tra le pieghe della storia informatica ci sono altri tentativi di smarcarsi dalla normalità, proponendo una specialità, una verticalizzazione. È il caso dei sistemi di word processor. Inizialmente erano solo programmi di editing, molto primitivi, ma l’utilità di questi applicativi per la scrittura, di cui oggi non è pensabile fare a meno, è riuscita anche a sfornare delle apparecchiature esclusivamente dedicate a tale scopo. Negli anni Ottanta la Toshiba mise sul mercato un PC dedicato solo alla video scrittura. Grande e pesante, la sua dotazione hardware era molto ridotta: due unità floppy con capacità di 128 Kb, un piccolo monitor a fosfori verdi, il programma di video scrittura cablato in memoria. Unica periferica collegata era una stampante Oki con testina di scrittura a margherita, like IBM, che in quanto a decibel, quando iniziava a scrivere, non era seconda al rumore di un treno merci. Non sarà ricordata negli annali dell’informatica come uno dei maggiori successi di mercato, ma allora, sembrava una soluzione straordinaria.

Un ecosistema fertile per la nascita del nostro progetto SFA Nikè

Di specializzazione in specializzazione, arriviamo nella seconda metà degli anni Ottanta, quando Toshiba, sempre lei, decise di irrompe sul mercato con i portatili commerciali, fino ad allora ad appannaggio dei militari. Anche se lenti, con uno scherno LCD monocromatico e poco affidabili in fatto di durata della batteria, sono alla base dello sviluppo del nostro progetto Nikè che, con l’arrivo dei notebook, poteva ampliare di parecchio l’offerta rivolgendosi direttamente all’azienda (mandante) che ne poteva rilasciare l’uso agli utenti della propria rete di vendita.

Per completare l’offerta e non limitarsi solo al software ci preoccupammo di predisporre un hardware che non vanificasse la comodità, da parte dell’agente, di portare con sé, presso il cliente, tutto il necessario per acquisire gli ordini. Nacque così la valigetta telematica. Si trattava di una ventiquattrore dove erano posizionati: un notebook, una stampante (anch’essa a batteria) e il modem. insomma, tutto l’ufficio in una valigia. Valigia che pesava quanto un ufficio: la somma di tutti gli elementi che la componevano arrivava tranquillamente a passare i 10 Kg, ma il buon servizio ne rendeva sopportabile il peso.

La svolta commerciale di proporre Nikè direttamente alle aziende è stato un punto di svolta per la nostra attività di sviluppo software che, negli anni, ci ha visto crescere, migliorare e accumulare esperienza nei settori commerciali più diversi, grazie alla collaborazione con le grandi aziende nostre clienti.

Tecnologia SFA, disarmonia tra azienda e agente

Ma quando è l’azienda ad acquistare, questa ribalta sulla forza vendita non solo le proprie convinzioni commerciali ma anche una visione dirigistica delle attività che gli agenti devono svolgere sul campo. Indicazioni ottime e condivisibili se rivolte al personale interno all’azienda ma viste come fumo negli occhi da parte degli agenti.

Ed ecco che, senza l’ascolto e una mediazione tra due esigenze, si concretizza la discrasia tra gli intenti dell’azienda e le necessità degli agenti; situazioni difficili da gestire che, talvolta, hanno portato al fallimento del progetto per il rifiuto clandestino all’uso dell’applicativo.

Mettiamoci per un attimo nei panni di un agente, lo scopo di ogni mattina è affrontare la giornata, i clienti e acquisire più ordini possibile. Ordini vuol dire benessere per l’agente e l’azienda e mal si conciliano gli eccessivi adempimenti, aziendalmente richiesti, da svolgere con il cliente, che possono rallentare l’attività primaria: input ordine. Se aggiungiamo un carico da undici, ossia, con la App che ha percorsi operativi pesanti e poco pratici, è sicuro che l’investimento da parte dell’azienda difficilmente sortirà un effetto migliorativo, anzi, al contrario.

Ascolto e soluzioni. La filosofia commerciale di Giusti Software

La nostra filosofia commerciale di “ascolto” consente di ragionare su una esigenza per proporre una soluzione; il che è molto diverso dal proporre una soluzione senza conoscere l’esigenza. Può sembrare una perdita di tempo che aggrava solo i cost ma i risultati che si ottengono sono positivi. Sulla nostra esperienza, riusciamo a consigliare all’azienda “la soluzione” che meglio si confà a quanto emerso dal colloquio informativo, proponendo una soluzione su ciò che inizialmente è utile acquistare. Dopo i primi mesi di utilizzo, a ragion veduta, valuteremo se introdurre altre funzionalità o semplici aggiustamenti.

Leggi gli episodi precedenti!

Eccoci qui, con questo episodio conclusivo siamo arrivati all’ultima puntata del nostro viaggio nel tempo attraverso il mondo dell’Information Technology.

Se non lo hai ancora fatto, ripercorri con noi le tappe precedenti!

Episodio 1: Dalla terra dei giganti verso l’evoluzione di oggi.

Episodio 2: Supporti magnetici, dall’unità a nastro al Solid State Drive.

Episodio 3: La metamorfosi dei PC. Dai primi micro/home al personal PC.

Episodio 4: Applicativi e dati. Quando l’utente era abile giocoliere.

 

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