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20/10/2021
Interviste

Luca Ligabue, professione program manager

Autore

Redazione

Luca Ligabue è un ingegnere che ama l’IT e il dinamismo tecnologico da essa generato nel mondo dell’innovazione continua.

Project manager ma anche innovation manager, sono molte le competenze e altrettanti i progetti con cui si è confrontato, come principale autore o nel ruolo di coordinatore.

In questo grande spazio fitto di interessi, ha avuto modo di conoscere i prodotti della suite Niké di Giusti srl.

Inizialmente l’approccio è stato in qualità di cliente, poi come consulente e, infine, nelle vesti di program manager.

Con questa intervista cerchiamo di conoscere meglio Luca Ligabue come uomo, ingegnere e program manager, spiegando perché tutte e tre queste sfaccettature sono strategiche per la linea di app che Giusti progetta, sviluppa e distribuisce.

Buongiorno Luca, partiamo dall’aspetto operativo. Come funzionano i ruoli di project manager e program manager che ricopri in Giusti? In pratica, cosa fa un “program manager”?

«Si tratta di un ruolo importante. Il program manager ha la responsabilità di coordinare e di accompagnare i progetti software fino a un momento prima della distribuzione, adottando metodologie e prassi che vanno ad integrare quelle che ciascun project manager utilizza sul proprio progetto, secondo uno standard condiviso e adattato al contesto specifico, rispetto all’obiettivo commerciale che l’azienda si è posta al momento della progettazione. Il Program Manager, tuttavia, è anche coinvolto nella definizione delle strategie di business aziendali, sia in termini di gestione del ciclo di vita dei prodotti e dei servizi forniti».

Quali sono le principali caratteristiche di un program manager?

«L’organizzazione del tempo e delle risorse disponibili.

È molto importante tenere traccia di tutto, le task proprie e del team, le richieste dei clienti, il tempo da ripartire su ogni attività…Non bisogna perdere mai di vista l’obiettivo di ottenere risultati utili all’azienda. Un’attività, quella del program manager, decisamente delicata, dove da un errore nell’organizzazione delle tante componenti fisiche e virtuali, possono derivare, a cascata, situazioni che si avvitano su se stesse, complicando il quadro generale e di conseguenza creando problemi sia al cliente che all’azienda.

La componente umana e sociale del lavoro resta alla base di ogni buona organizzazione, l’empatia e il dialogo, sia con il team che verso i clienti non è un optional e, nella mia esperienza, può fare la fortuna o la disgrazia (se manca) di un qualsiasi progetto. Il confronto aiuta a rendersi conto di tutte quelle piccole sfumature che possono sfuggire a un’organizzazione troppo rigida, che non tiene conto dell’aspetto più umano.

Ma credo che il valore aggiunto maggiore sia quello di essere fermamente convinti che l’innovazione – non dimentichiamo che stiamo parlando di software – è la stella polare che ci indica come affrontare e poi cavalcare il cambiamento sociale ed economico. Un cambiamento sempre più veloce, che necessita di risposte concrete sempre più coerenti con i bisogni dei clienti».

Perché è sempre più importante per un’azienda avere un program manager?

«La capacità innovativa e il successo di una qualsiasi impresa, a maggior ragione quando si intende una software house, sono sempre più legati alla sua capacità di “gestire progetti”. Parlo di progetti sia di sviluppo-prodotto che di pianificazione del servizio, ma anche di miglioramento dei processi aziendali interni e, in sintesi, dell’operare per risultati.

Naturalmente tutto questo presuppone un continuo aggiornamento personale per stare al passo con le novità che il mercato sforna in grandi quantità, sapendo discernere, e questo è fondamentale, il grano dall’oglio.

Sto parlando di coscienza professionale, che distingue l’improvvisazione condita da buona volontà da serio professionista capace di dare proficuamente il proprio contributo all’azienda per cui lavora».

Perché questa collaborazione sempre più stretta con Giusti?

«Sono molti anni che conosco la realtà di Giusti Srl e posso affermare che non è solamente una società con una storia e un’esperienza maturata in un mercato estremamente competitivo come quello delle soluzioni software in quasi 40 anni di attività. È soprattutto l’espressione della vision del titolare Riccardo Giusti, un innovatore, un visionario, un imprenditore dai principi sempre più difficili da trovare e che farebbero molto comodo a molte delle PMI italiane di questi ultimi anni. Il rapporto di collaborazione con Riccardo, ma in generale con i collaboratori a lui più vicini, è solido grazie alla reciproca stima e all’ampio spazio professionale in cui mi posso muovere con delega di piena responsabilità. Di conseguenza il lavoro che svolgo per Giusti srl rappresenta per me un approccio naturale e spontaneo, nato da una condivisione della visione di impresa, dove la condivisione delle idee, o meglio, dei frammenti di idee di ognuno permette la realizzazione degli obiettivi prefissati.

Esperienze diverse, approcci diversi ma con un unico obiettivo, rendere sempre più forte nel panorama italiano il ruolo della società Giusti come partner e non come semplice fornitore di PMI e multinazionali».

Per chiudere con un sorriso, ci dicono che hai gusti raffinati…

«Un buon sigaro e un eccellente cognac, approcciati con moderazione, rappresentano un poco il mio modo di lavorare e collaborare con le aziende. Cerco la qualità e la soddisfazione di un lavoro ben fatto, senza trascurare il volo astratto verso scenari tecnici e tecnologici che potrebbero diventare concreti nel prossimo progetto che affronterò».

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